TRAMA
«Un
romanzo che vi farà piangere… dal ridere!» Cosa c'è di meglio di un paio di
Jimmy Choo? Niente, almeno secondo Giuditta Moretti. Sa bene che non dovrebbe
spendere tutti quei soldi, non con il tirocinio a New York alle porte. Ma
nemmeno il santino di Giorgio Armani e l'apparizione mistica di Donatella
Versace riescono a tenerla a bada. Ha ceduto alla tentazione, e ora può solo
sperare che il karma non le si rivolti contro… Speranza vana, ovviamente.
Perché un errore di smistamento digitale (o punizione divina) ha dirottato il
suo tirocinio. Non più un'esperienza di classe in un'importante agenzia
finanziaria di Manhattan, ma un incubo in un inutile ranch sull'orlo del
fallimento nel Montana. Cavalli (non lo stilista Roberto, purtroppo), tori,
mucche e puzza di cacca. E Scott Sullivan, muscoloso e sexy cowboy amante dei
rodei, arrogante, sporcaccione e pieno di sé. Un rubacuori da strapazzo che le
ragazze di Whitefish venerano neanche fosse una divinità. Tra figuracce
imbarazzanti e cortocircuiti ormonali, riuscirà Giuditta a uscirne viva,
terminare il tirocinio e laurearsi con il massimo dei voti?
Punizione
Divana è il secondo romanzo pubblicato della talentuosa Paola Chiozza che ha
deciso di intraprendere la strada del self-publishing.
È
un romanzo accattivante, esilarante che, nonostante la sua leggerezza, ti fa
rimanere con gli occhi incollati alle pagine. È proprio questo il suo punto
forte: la leggerezza, il senso di pace ed euforia che ti trasmette, perché
diciamocelo, le disavventure della povera Giuditta Moretti sono a dir poco
comiche.
Ma
andiamo con ordine…
Punizione
Divina è una commedia romantica, ambientata in un ranch nel Montana, tra sexy
cowboy a dorso nudo e cacche di mucca. La povera protagonista, Giuditta, è la
migliore studentessa dell’università Bocconi di Milano ed è destinata a grandi
cose, almeno a suo dire. All’inizio del romanzo la vediamo in trepidante attesa
del suo tirocinio a New York, tra i lupi di Wall Street, ma uno sbaglio nello
smistamento delle domande la fa capitare in un ranch dimenticato da Dio, a
Whitesifh, un paesino nel Montana. Inutile raccontarvi della sua disperazione.
Il sogno di Giuditta di camminare tra le vie mondane della Grande Mela è
sfumato nel nulla a causa di un errore e l’idea di passare quattro mesi della
sua vita tra polvere, cacca e cavalli non la alletta per nulla.
Pur
di non perdere la sua occasione di laurearsi con il massimo dei voti, però,
parte alla volta del Montana e le sue disavventure la seguiranno ovunque, così
come le sue mentori: Donatella Versace e Anna Wintour. Loro le ho amate!
Ma
torniamo alla cacca di mucca…
Non
appena Giuditta arriva a Whitefish capisce che non è un posto per lei, non c’è
nemmeno il Wi-Fi, figuriamoci! Negozi di abbigliamento neanche a parlarne e gli
abitanti sono insopportabilmente gentili. Ad attenderla al ranch c’è la
famiglia Sullivan e la sventurata milanese si fa subito riconoscere, rovinando
il suo paio di Manolo Blanik pestando della cacca.
Nonostante
questo, il secondogenito di Roger Sullivan, Scott, non passa di certo
inosservato agli occhi della bella Giuditta che, insieme alla sorellina minore
di Scott, cercherà in ogni modo di far cadere il sexy cowboy ai suoi piedi.
“Se darai una bella lezione a Scott,
avrai in cambio qualcosa. Qualsiasi cosa, lo giuro” sussurrò incrociando gli
indici di fronte alle labbra.
Chi
meglio di una ragazza insensibile, che non ha idea di che cosa significhi amare
e donare agli altri, può riuscire nell’intento di dare una bella lezione al
serial tromber di Whitefish?
Ho
apprezzato moltissimo l’ironia di questo romanzo, le figuracce della
protagonista sono molte, ma mai troppe. Ogni volta che si muove combina
disastri, tenta in tutti i modi di sembrare distaccata e un automa senza
sentimenti, ma in realtà, Giuditta Moretti, nasconde molto di più. La vita a
Whitefish la cambia radicalmente, ma questo cambiamento avviene in modo
graduale, con un senso logico e per nulla forzato. Merito anche del cowboy
Scott, che con la sua sensualità e sofferenza interiore, riuscirà a far breccia
nella corazza di Giuditta.
I
personaggi sono ben caratterizzati, ognuno con un ruolo ben preciso nella
storia.
L’ambientazione
è stupenda, le descrizioni non mancano e sembra di immergersi nelle praterie
del Montana. Sembra di vivere nel romanzo.
Per
questo devo fare i complimenti all’autrice.
Nonostante
il lato comico del romanzo, non mancano scene di passione, di riflessione e di
amore. La lettura è scorrevole, la trama è semplice ma ben strutturata. Inoltre, l'autrice affronta anche un tema importante: l'abbandono dei genitori, in questo caso della madre, e come ogni figlio supera, o meno, questa disgrazia. Mi è piaciuto davvero molto il modo in cui Paola ha affrontato questo tema, con delicatezza e fragilità, una fragilità che non avrei pensato di trovare nel protagonista.
Che altro dire?
Punizione
Divina è un romanzo senza pretese, che si fa amare sin dalle prime pagine e
sicuramente da leggere.
E
mi raccomando… “Save the
horse, ride a cowboy” 😉